Sabato 3 Gennaio 2003, Il Sole 24ORE

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Prezzi delle case pił stabili

Compravendite. Per gli operatori i prezzi del 2003 andranno al passo con l'inflazione.

Il secondo semestre 2002 aveva già registrato i primi raffreddamenti

Compravendite sempre con il vento in poppa, prezzi al passo con l'inflazione: per gli agenti immobiliari il 2003 si annuncia a tinte rosee. Secondo le previsioni di Alberto Pizzirani, presidente della Fimaa, Federazione dei mediatori e agenti in affari, «Anche il 2003 sarà buono, con un numero di compravendite quasi uguali all'anno scorso». «Forse non si rivolgerà all'immobiliare chi è ancora finanziariamente impegnato con la Borsa - continua -. Prevedo un minimo rallentamento nel primo semestre, che potrebbe però essere recuperato facilmente nel secondo se l'economia dovesse migliorare un po'». Sui prezzi Pizzirani è più prudente: «Non saliranno, eccetto il caso di alcune pezzature di pregio. E non credo al boom degli acquisti da parte di lavoratori extracomunitari; mi sembra ancora troppo presto perché in molti riescano a dare sufficienti garanzie alle banche».

Per Romolo Ferrario, vice presidente Fiaip, Federazione degli agenti immobiliari professionali, il residenziale non subirà crescite ma neppure cali, «con alcune possibili eccezioni nei centri storici delle città minori, che non siano città d'arte, dove i prezzi sono cresciuti all'inverosimile: Bolzano non può essere a 7mila euro se Milano è a 9mila». Qualche preoccupazione, secondo Ferrario, tocca il settore terziario: «Alcuni grandi gruppi hanno fatto importanti acquisizioni nel 2002: se quest'anno, per esempio, Pirelli dovesse decidere di mettere sul mercato immobili comprati con acquisti piuttosto aggressivi, e a prezzi eventualmente inferiori alle sue aspettative, i contraccolpi sul comparto si farebbero sentire».

Le tre città. Il 2002, comunque, almeno nelle tre città oggetto dell'indagine di oggi, si è concluso in positivo, anche se nel secondo semestre si sono già registrati i segni di un rallentamento dell'euforia dei prezzi. A Trieste situazione stazionaria in centro, tranne che per case signorili. In semicentro aumenti. medi del 3-4%, come anche in periferia.

A Bologna, quartiere Galvani, rispetto al primo semestre 2002 va registrato un incremento dei prezzi mediamente del 3%, con punte maggiori per gli stabili di pregio. Nelle zone periferiche l'incremento è stato quasi nullo.

Nel centro storico di Catania la situazione è più interessante: nell'ultimo semestre gli aumenti hanno raggiunto anche il 10% per alcune zone e tipologie e anche in periferia la crescita è stata sensibile.

Crescono gli affitti. Fra le questioni sul tappeto negli ultimi giorni va registrato il monitoraggio sugli affitti condotto dal Sunia (sindacato inquilini) e disponibile sul sito www.sunia.it: il 50% dei mille intervistati in tutta Italia pagherebbe oltre 516 euro al mese, con un incremento medio dei canoni del 16% su base annua. Un dato seccamente smentito dai piccoli proprietari dell'Uppi, che contesta i metodi di rilevazione e indica aumenti dal 7 all'11% nelle città e solo per le locazioni "libere".

pagina a cura di
Saverio Fossati
Antonio Schembri

BOLOGNA

Domanda alta anche verso l'hinternand

Dopo il grande dinamismo e i prezzi in ascesa dei 2001 e dei primo semestre 2002, la crescita del mercato immobiliare di Bologna ha cominciato a frenare dalla scorsa estate e, soprattutto sul fronte dei residenziale, manifesta una tendenza a stabilizzarsi.

«Se qualche rincaro c'è stato nell'ultima parte dell'anno, ha riguardato solo le zone pregiate dei centro storico, e non ha superato il 3 per cento» dice Roberto Maccaferri, della Fimaa. Costante anche la domanda «sebbene - afferma Laura Clò, della Fiaip - in certe zone abbia mostrato valori anche inferiori rispetto alla prima parte dell'anno scorso».

Il 2002 è stato però un anno complessivamente positivo. «Nel confronto con il 2001 precedente abbiamo riscontrato un 4% in più sul volume di compravendite - dice il segretario nazionale dell'Uppi, Alberto Zanni -. Ed è cresciuto anche il numero dei proprietari di case».

Di veri ribassi, però, non sembra si possa parlare: per gli operatori le cause sono la crisi della Borsa e la crescita dei costi dei materiali edilizi. Per Amedeo Corbi di Tecnocasa «il livello di richieste si mantiene elevato». Richieste che puntano soprattutto al centro e al sud della città per mono o bilocali, e verso l'hinterland dove prosegue l'espansione edilizia a ritmi serrati.

In via di ultimazione quasi tutti gli interventi di riordino urbanistico. «Quello più massiccio, nella zona fieristica - dice l'assessore comunale all'Urbanistica Carlo Monaco - immmetterà 350 nuovi alloggi da locare con canoni concordati con il Comune».


www.fimaabologna.it 

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