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20/07/03 n.1

D: 1. Nel corso del 2001 ho effettuato lavori di ristrutturazione dell'appartamento di mia proprietà, ed ho presentato le pratiche per fruire della detrazione del 36%. Nel 2002 il condominio di cui l'appartamento fa parte ha ristrutturato la facciata ed il tetto, ed in questo caso è stato l'amministratore a istruire la pratica per fruire della detrazione, e a trasmettermi la documentazione comprovante la quota di spese a mio carico. In questi giorni sto vendendo l'appartamento, e vorrei sapere se potrò continuare a godere delle detrazioni o se, invece, il beneficio spetta all'acquirente.

Risponde: Giorgio Montanari, Dottore Commercialista in Bologna
L'art. 1 della Legge 27/12/1997, n.449, nei commi da 1 a 7 ha introdotto una detrazione dall'Irpef dovuta sulla base della dichiarazione dei redditi, di importo pari al 36% (originariamente al 41%) delle spese sostenute ed effettivamente rimaste a carico per la realizzazioni su parti comuni di edifici residenziali e sulle singole unità immobiliari residenziali, di una serie di interventi di recupero del patrimonio edilizio. La normativa è piuttosto complessa ed articolata, ed il diritto a fruire del beneficio è subordinato al corretto adempimento, da parte del contribuente, di una nutrita serie di obblighi. La detrazione deve essere ripartita in 5 o 10 quote annuali di pari importo, a scelta del contribuente, per quelle sostenute nell'anno 2001; in 10 quote annuali di pari importo per quelle sostenute nel 2002.

Venendo al quesito del lettore, la norma prevede che il diritto alla detrazione si trasferisca in capo all'acquirente con riferimento alle quote non ancora detratte dal venditore. In parole più semplici, il beneficio fiscale "segue" il bene nel caso che questo venga trasferito a terzi a titolo di vendita - ma anche di successione o donazione - prima che sia trascorso il periodo di godimento dell'agevolazione. Pertanto le quote non ancora dedotte dal lettore spetteranno al nuovo proprietario, il quale dovrà ovviamente essere messo in grado di fruirne ricevendo la documentazione necessaria.

Per completezza, si segnala infine che diverso da quello prospettato è il caso in cui le spese per i lavori sull'immobile venduto siano rimaste a carico di un soggetto diverso dal venditore, ad esempio l'inquilino. In questo caso il diritto a fruire del beneficio non spetta al proprietario, ma a chi ha effettivamente sostenuto il costo dei lavori, e pertanto la vendita dell'immobile non trasferisce il diritto alla detrazione, che rimarrà in capo all'inquilino (e ciò anche dopo l'eventuale cessazione dello stato di locazione).

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