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22/06/03 n.2

D: 2. Ho da poco acquistato un appartamento in un condominio in cui non tutti gli appartamenti hanno l'autorimessa. Uno dei condomini ha manifestato l'intenzione di abbattere una parte del muro perimetrale nel cortile comune sul retro dell'edificio in corrispondenza di un vano scantinato pari terra per ricavarne con un accesso dall'esterno un box per la propria autovettura. Chiedo se ciò sia possibile e se posso oppormi.

Risponde: Avv. Maurizio Malaguti
Negli edifici in condominio i condomini sono comproprietari degli interi muri comuni e in forza all'art. 1102 cc. Possono apportare ai beni comuni modifiche che valorizzino la loro proprietà esclusiva.
A differenza delle innovazioni che mutano la sostanza o alterano la destinazione delle parti comuni e che debbono essere deliberate dalla assemblea, tali modifiche possono essere apportate dai singoli condomini a loro spese nel proprio interesse, e l'eventuale autorizzazione della assemblea potrà semmai valere solo come riconoscimento dell'assenza di problemi di tipo estetico o di pretese degli altri condomini ad un utilizzo del medesimo tipo .
Naturalmente tale libertà di intervento non è assoluta ma è disciplinata da alcuni criteri generali previsti dagli stessi artt. 1102 e 1122 cc.: in primo luogo occorrerà valutarne l'aspetto tecnico e statico e per questo se vi sono dubbi esistono procedimenti d'urgenza previsti dal codice; in secondo luogo chi vuole apportare la modifica potrà farlo a condizioni che non alteri la destinazione della parte comune, non ne impedisca l'altrui pari uso e che non leda il decoro architettonico dell'edificio.
Pertanto qualora l'apertura del varco nel muro perimetrale che metta in comunicazione lo scantinato del condominio con il cortile dell'edificio venga eseguito con tutti gli accorgimenti tecnici necessari, non alteri il decoro non privi gli altri condomini della facoltà dell'uso del muro in modo e misura analoghi, l'intervento menzionato dal lettore è sempre stato ritenuto lecito dalle decisioni dei Tribunali e della Corte di Cassazione e cosi pure analogamente la Cassazione, con sentenza 4314/2002 ha ritenuto possibile l'apertura di vetrine nel muro perimetrale dell'edificio.

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